domenica 20 dicembre 2015

Essere o avere? Il valore delle cose e degli esseri umani.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Camminando per una via affollata, ci si può facilmente accorgere di un fatto curioso:

molte persone indossano capi d'abbigliamento sostanzialmente identici.

Ripetendo l'esperimento a distanza di qualche mese, ancora una volta molti dei passanti vestiranno in modo del tutto simile.

Anche l'anno successivo avverrà la stessa identica cosa, sebbene gli indumenti non saranno più quelli dell'anno precedente, bensì dei modelli differenti.

Eppure è chiaro che la funzione di un paio di scarpe sia esattamente la stessa a distanza di un anno.

Nonostante questa evidenza lapalissiana, molti evitano d'indossare un capo d'abbigliamento comunemente utilizzato l'anno precedente e sono propensi ad acquistare dei nuovi modelli, per quanto i vecchi in loro possesso siano ancora in piena efficienza.

Di questi individui si dice che seguono la moda.

giovedì 26 novembre 2015

Anassimene di Mileto e il soffio che genera la vita.

Rappresentazione artistica della concezione dell'archè secondo la filosofia di Anassimene.

Tratto dal saggio Il Sapere degli Antichi Greci, disponibile in formato cartaceo e digitale al seguente indirizzo, anche in download gratuito.


Anassimene di Mileto (-586; -528), più giovane di Anassimandro e quasi certamente suo discepolo, è il terzo in ordine cronologico di quel gruppo di filosofi naturalisti che, a partire da Talete, incentrarono i loro studi attorno alla ricerca dell'archè, cioè il principio unico di tutte le cose, da cui tutto proviene, dal quale dipendere il funzionamento dell'universo e a cui tutto tornerà. 

Ritratto di Anassimene di Mileto.
È noto che scrisse alcune opere, ma di esse ci giunge un solo frammento, che è il seguente:

«Come l'anima nostra, che è aria, ci sostiene, così il soffio e l'aria circondano il mondo intero.»

Pretendere di ricostruire la sua filosofia basandoci su queste due righe è chiaramente impossibile, ma per fortuna si può ricorrere a testimonianze successive ed indirette del suo pensiero, tra le quali l'opera di Ippolito Confutazioni delle eresie.

Anassimene realizza una sorta di sintesi tra le concezioni filosofiche dei suoi predecessori.

martedì 24 novembre 2015

Il reddito d'esistenza e le strepitose conseguenze per l'umanità



Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Chiamatemi pure folle, utopista o visionario, ma io non riesco a concepire una società che non assicuri a tutti benessere, uguaglianza e libertà.

Mi rattrista il fatto che questa semplice ma potente idea sia ancora ben lungi dal suo compimento.

Viviamo in una società dove per sopravvivere si deve guadagnare denaro, e per farlo, la maggior parte degli individui sono obbligati a subire i ricatti dei detentori di capitale.

Ma allora, come possiamo dirci liberi, se siamo costretti a doverci asservire ad altri esseri umani?

E soprattutto, come si può parlare di libertà, se dobbiamo sacrificare la maggior parte del tempo della vita a causa di una moderna forma di schiavitù, quella del lavoro, che è figlia delle esigenze distorte di un mondo malato di profitto?

All'interno della Società Capitalistica, per molti la libertà si riduce alla possibilità di poter scegliere da chi essere sfruttati tra coloro che a loro volta sceglieranno di sfruttarli, non prima di averli sottoposti a degli appositi test-psicoattitudinali.

Già, perché oggi la possibilità di essere sfruttati per guadagnarsi un reddito per sopravvivere dipende dall'esito di uno stupido test meritocratico.

Una prassi degna del peggior darwinismo sociale.

lunedì 23 novembre 2015

Anassimandro di Mileto e la storia dell'idea più rivoluzionaria, coraggiosa e portentosa del pensiero umano.


Rappresentazione artistica della concezione dell'archè secondo la filosofia di Anassimandro.

Tratto dal saggio Il Sapere degli Antichi Greci, disponibile in formato cartaceo e digitale al seguente indirizzo, anche in download gratuito.


Anassimandro di Mileto (-610; -546) è il secondo filosofo, in ordine cronologico, tra quei pensatori dell'antica Grecia appartenuti alla Scuola di Mileto, noti anche come «Filosofi della natura».

Fu discepolo di Talete e si occupò anch'egli del tema comune a tutti i membri di quella scuola, vale a dire la ricerca di un'unica sostanza primigenia che regola l'universo e ne fornisce il sostegno, dalla quale tutto proviene e tutto tornerà: l'archè.

Bassorilievo di Anassimandro conservato al Museo Nazionale Romano.
Probabilmente si tratta di una copia romana dell'originale greco.
E' la sola immagine di Anassimandro rimasta dall'antichità.

Fu proprio Anassimandro per primo a parlare della sostanza unica in termini di archè, una parola che può essere tradotta dal greco con i termini «principio» e «origine».

Quando si cerca di ricostruire il pensiero di un individuo vissuto più di 2500 anni fa, si incorre in molte difficoltà. Spesso le opere originali sono andate perdute, e se siamo fortunati ci sopraggiungono alcuni frammenti.

Anassimandro non fa eccezione, infatti, di tutta la sua opera, disponiamo di un solo frammento originale che è il seguente:

«Principio delle cose che sono è l’illimitato… donde le cose che sono hanno la generazione, e là hanno anche il dissolvimento secondo la necessità. Infatti esse pagano l’una all’altra la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo».

domenica 18 ottobre 2015

Talete di Mileto e la nascita della filosofia occidentale.

Rappresentazione artistica della concezione dell'archè secondo la filosofia di Talete.

Tratto dal saggio Il Sapere degli Antichi Greci, disponibile in formato cartaceo e digitale al seguente indirizzo, anche in download gratuito.


In molti si saranno chiesti che cos’è e di che cosa si occupa la filosofia, ma in pochi avranno trovato una risposta soddisfacente.

Non c'è da stupirsi, definire la filosofia è già di per sé un problema filosofico. 

Come suggeritoci da Bertrand Russell, nel suo celebre saggio Storia della filosofia occidentale: 

«la filosofia è un qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza. Come la teologia, consiste in speculazioni riguardo alle quali non è stata finora possibile una conoscenza definita; come la scienza, si appella alla ragione umana piuttosto che alla autorità, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia. Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia».

Molte delle questioni che attirano le nostre menti non hanno ancora ricevuto una risposta soddisfacente, e non è detto che rientrino nel dominio di competenza della scienza (si pensi ad esempio all’etica e alla morale).

Ed è così che la filosofia diviene necessaria, ammesso che non si voglia credere che le risposte possano giungerci, come per magia, dalle presunte rivelazioni di esseri metafisici di dubbia esistenza; per quello ci sono le religioni.

martedì 13 ottobre 2015

Il libero pensiero salverà l'umanità?


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

«Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene
presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica.
Solo la verità è rivoluzionaria». (Jean-François Brient)

Nonostante gli innegabili successi ottenuti in ambito scientifico-tecnologico e le centinaia di migliaia di saggi colmi di profonde riflessioni filosofiche, ciò che gli esseri umani sono complessivamente in grado di realizzare si palesa negli orrori dell'odierna società.

La specie che si reputa la più intelligente del regno animale, quella che ha addirittura la presunzione di autodefinirsi con toni rafforzativi Homo sapiens sapiens, manifesta un misto di egoismo, odio, ignoranza e stupidità, oltre a una chiara assenza di sensibilità, e con le proprie scelte comportamentali sta inscenando delle dinamiche che distruggeranno se stessa, non prima di aver causato ingiustizie e sofferenze a non finire.

Si pensi alla follia delle guerre combattute per conto di una élite dedita al profitto o agli attentati condotti in nome di un dio che non c'è; ai furti e agli omicidi, agli stupri e alla pedofilia, al razzismo e al classismo;

ma anche a un detestabile sfruttamento dell'uomo sull'uomo; a un lavoro che quando c'è o è precario o è totalizzante, e quindi non consente di vivere la vita in libertà e con serenità;

all'inquinamento che causa numerose malattie, oltre che essere concausa, assieme a un iper-consumo futile ed evitabile, di un progressivo allontanamento dalla sostenibilità ambientale;

alle inutili sofferenze riservate agli animali allevati e uccisi per cibarsi delle loro carni, nonostante non sia indispensabile ai fini di una dieta sana ed equilibrata.

per non parlare dell'avidità e dell'egoismo, in un mondo dove una minoranza ha accumulato così tanto in eccesso da non sapere neanche cosa farsene della propria ricchezza, mentre migliaia di persone ogni giorno soffrono e muoiono per cause connesse alla povertà.

lunedì 21 settembre 2015

Le ferie e l'illusione della libertà


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Anche quest'anno le ferie sono finite e puntualmente i lavoratori ricominciano a servire i loro padroni.

Solo in pochi vorrebbero rientrare al lavoro, eppure tutti lo fanno, nonostante quell'azione sia contraria ai loro più intimi desideri. 

Accade come se le persone agissero sotto l'effetto di un potente sortilegio, grazie al quale il sistema riesce a manipolare così a fondo il pensiero, da riuscire a convincere la massa che sia giusto e normale sacrificare il tempo della vita per un lavoro caratterizzato da modalità tutt'altro che compatibili con la natura umana, il cui scopo è ben lungi da svolgere una vera funzione di utilità sociale, in quanto distorto dall'inseguimento del profitto a cui è subordinato.

La vera funzione del lavoratore dipendente è quella di generare utili per conto di una minoranza d'individui parassitari, che possono permettersi di vivere nel lusso grazie al sacrificio esistenziale di chi non vede alternative all'ingurgitare il boccone al veleno della propria schiavitù.

Il come e il perché tutto ciò avvenga passa in secondo piano rispetto agli utili aziendali.

venerdì 31 luglio 2015

La menzogna che viviamo, di Spencer Cathcart



In questo momento potresti essere ovunque, potresti fare qualsiasi cosa, invece sei seduto da solo di fronte a uno schermo.

Ma cos'è che ci ferma dal fare quel che vogliamo fare? Dall'essere ciò che vogliamo essere?

Ogni giorno ti svegli nella stessa stanza e segui gli stessi schemi, vivi la stessa giornata del giorno prima.

E' pur vero che un tempo ogni giorno era una nuova avventura.

Lungo la strada è cambiato qualcosa.

Prima i nostri giorni non avevano tempo, ora sono schematici.

E' questo che vuol dire crescere? Essere liberi?

Ma siamo veramente liberi?

giovedì 23 luglio 2015

Siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno!


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.


Poco più di due secoli fa, il filosofo Jean-Jacques Rousseau lanciava un monito all'intera umanità:

«Siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno».

Purtroppo l'abbiamo fatto, abbiamo dimenticato, o forse abbiamo fatto finta di non ricordare, e ora le conseguenze di questa scelta stanno influenzando negativamente l'esistenza dell'intera umanità.

Da quando i primi ominidi hanno iniziato a camminare sulla  terra, il mondo non ha mai visto così tanta ricchezza come quella odierna, eppure non ha mai conosciuto altrettanta povertà.

Il pianeta avrebbe abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di tutti, se solo questi fossero dettati da reali necessità; di certo non riuscirà mai ad appagare le false esigenze indotte da un sistema economico basato sul profitto.

martedì 21 luglio 2015

Scie chimiche? No, sono i soldati americani che “esportano la democrazia” in Vietnam.

Scie chimiche? No, sono i soldati americani che “esportano la democrazia” irrorando
le foreste del Vietnam con l'Agente Arancio. La follia umana non conosce limiti.

La follia umana non conosce limiti.

Bombe, raid, agguati, napalm e irrorazioni di defolianti tossici utilizzati per cercare di spazzare via una nazione.

La guerra del Vietnam è durata oltre 15 anni e ha causato tra uno e due milioni di vittime in totale.

L'operazione Ranch Hand aveva come obiettivo l’indebolimento e il logoramento dei nemici: privarli dei nascondigli offerti dalle foreste e portarli alla fame a causa della distruzione dei raccolti.

E' stato stimato che durante l'irrorazione dell'Agente Arancio - un defoliante altamente nocivo - erano presenti un numero compreso tra i 2,1 e i 4,8 milioni di persone.

20.000 raid, oltre 75 milioni di litri di erbicidi vari, 5 milioni di acri di foreste colpiti, 500.000 acri di raccolti gravemente danneggiati o distrutti, 400.000 morti per intossicazione e 500.000 bambini nati con disabilità a causa delle intossicazioni da Agente Arancio.

Ad oggi, sono ancora molte le aree che presentano pesanti contaminazioni del cibo, del suolo, di sedimenti e della fauna selvatica e che continuano ad esporre i vietnamiti alla diossina e ad altri agenti cancerogeni.

Dall'altra parte del mondo, i reduci di guerra americani soffrono di disturbi post traumatici da stress; molti di essi impazziscono e tanti altri ancora finiscono per suicidarsi.

Non ci sono parole per descrivere il male e la sofferenza indotti da simili dinamiche.

Ogni volta che l'umanità combatte contro se stessa raggiunge il punto più basso e infimo della sua storia.

L'assurdità della guerra, invece, può essere espressa con delle semplici parole:

esseri umani contro esseri umani, che distruggono le proprie esistenze obbedendo ciecamente agli ordini impartiti, senza comprendere che il fine di questa follia sociale consiste nel soddisfare la bramosia di potere e di profitto di un'élite di criminali.

La speranza è che un giorno, forse non troppo lontano, il potere dichiarerà l'ennesima guerra, alla quale però nessuno parteciperà.

Mirco Mariucci

Fonti:
“L'Agente Arancio sta ancora avvelenando il Vietnam” 

“Agente Arancio” su Wikipedia

martedì 30 giugno 2015

Le menzogne del potere sulla decrescita.


Cosa ti dicono:

Per raggiungere il benessere e creare ricchezza l'economia deve crescere. La decrescita è un male. Decrescere significa creare povertà. La decrescita è bella quando a decrescere sono gli altri.

Cosa non ti dicono:

Con l'attuale livello di produzione, nonché con le abitudini di consumo dei cosiddetti paesi sviluppati, l'umanità ha già superato di gran lunga il limite che sancisce la sostenibilità ambientale. Le più recenti simulazioni fisico-matematiche mostrano che la temperatura media della terra salirà di alcuni gradi nel corso dei prossimi decenni, portando con sé conseguenze disastrose per l'intera umanità.

E' stato individuato un nesso causale tra le azioni dell'uomo ed il verificarsi del fenomeno del surriscaldamento globale, per cui, nonostante la coltre di fumo diffusa dai negazionisti, gli artefici di questo potenziale disastro sono stati identificati in modo inequivocabile ed hanno nome ed indirizzo: siamo noi, gli esseri umani.

I robot ci ruberanno il lavoro? Era ora!


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Disoccupazione e tecnologia: come utilizzare i robot a vantaggio dell'intera umanità.

È veramente stupefacente che pur disponendo di sofisticate automazioni e complessi algoritmi d'intelligenza artificiale gli esseri umani dedichino ancora così tanto tempo al lavoro.

Ancor più sensazionale è il fatto che gli stessi lavoratori temano a tal punto di rimanere disoccupati, da sperare che i processi produttivi non vengano automatizzati.

Ma il colmo dei colmi è che anche i lungimiranti sindacalisti, che in teoria dovrebbero prodigarsi per tutelare i lavoratori, accettino l'avvento delle automazioni consapevoli del fatto che comporterà un esclusivo vantaggio per gli sfruttatori; o peggio ripudino anch'essi l'automatizzazione dei processi, invece di organizzare una ben più desiderabile alternativa, nella quale i moderni mezzi produttivi automatici, strappati dal dominio dei capitalisti, siano finalmente impiegati per ridurre il lavoro umano, pur continuando ad assicurare un reddito decoroso ai lavoratori.

È del tutto evidente che anche il sindacato sta dalla parte dei capitalisti e ne rappresenta un braccio operativo, il cui compito è fare in modo che i subordinati tollerino la moderna schiavitù lavorativa servendo i loro padroni senza fiatare, invece d'ambire all'emancipazione e alla libertà.

domenica 31 maggio 2015

La follia delle fontane pubbliche a pagamento.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Questa mattina, con mio gran stupore, ho scoperto che a Sigillo, un paesino di 2.500 abitanti che si trova in Umbria, è stato installato un distributore automatico d'acqua pubblica a pagamento, e ho anche visto un Minus Habens del posto che la stava acquistando, nonostante a non più di 200 metri di distanza esista un'altra fontanella pubblica che distribuisce acqua del medesimo acquedotto gratis.

Nella mia ignoranza, non avevo mai sentito parlare di un distributore d'acqua pubblica a pagamento, e dubito che sarei riuscito a concepire una simile bestialità:

bisogna essere proprio malati di mente per pensare di fare profitto anche con l'acqua delle fontanelle pubbliche.

Sono al tempo stesso divertito e inorridito dalla stupidità e dall'avidità di taluni esemplari di homo sapiens, ma la questione ancor più sconvolgente riguarda un po' tutti noi.

Non l'avete notato? Ci stanno anestetizzando, non ci scandalizziamo più per niente e tutto, o quasi, ci sembra "normale".

Ci rendiamo conto?

Le menzogne del potere sul denaro.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Cosa ti dicono:

Non ci sono i soldi per far star bene tutti gli esseri umani. La moneta deve essere sempre prestata previa richiesta di un interesse maggiore di zero. La spesa pubblica improduttiva è un male per la collettività in quanto genera un debito che grava sulle spalle dei nostri figli.

Cosa non ti dicono:

Dalla cessazione degli accordi di Bretton Woods, avvenuta nel 1971, non c'è più alcun bene reale a garanzia del denaro, come invece avveniva in passato in special modo con l'oro. 

Il concetto stesso di denaro, meramente metafisico, è esclusivamente fiduciario. 

La moneta di per sé non è altro che un insieme di segni contabili stampigliati su dei supporti cartacei (banconote/cartamoneta) e/o memorizzati in formato digitale per mezzo di sistemi informatici (moneta elettronica), che vengono utilizzati come intermediari per gli scambi.

Non c'è nulla che sia in grado di attribuire valore a una qualsiasi moneta al di fuori della profonda convinzione dei suoi utilizzatori che quella rappresentazione contabile, in futuro, potrà essere nuovamente scambiata con un bene reale che, pensano, sarà almeno di pari entità rispetto a quello già scambiato in passato.

Il denaro viene creato dal nulla, a costo zero, e non c'è alcun limite alla sua creazione in quanto unità di misura del valore, esattamente come non può esistere alcun limite alla creazione di metri o di iarde, che sono delle unità di misura della distanza. 

martedì 12 maggio 2015

Il regime europeista e i suoi ridicoli spot propagandistici.



Ogni regime totalitario necessita delle menzogne per legittimarsi, Unione Europea inclusa.

Fascismo, Nazismo e Comunismo ricorsero alle più disparate tecniche di propaganda, eppure al confronto gli addetti dei vecchi regimi non sarebbero neanche degni di sciogliere i legacci dei sandali ai moderni manipolatori Europeisti.

La verità è temuta dal potere in quanto potenzialmente destabilizzante e quindi, se si vuole mantenere sotto controllo un gran numero di persone senza ricorrere all'uso della forza, si deve cercare d'influenzare il loro pensiero, diffondendo degli appositi messaggi.

mercoledì 29 aprile 2015

Riflessioni per una nuova società a misura d'essere umano.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Lo scopo di questo capitolo conclusivo, esattamente come per gli altri saggi che avete letto all'interno di questa raccolta, è di contribuire alla realizzazione di una società a misura di essere umano.

Questa volta, però, ho deciso di spingermi un po' più in là, iniziando a delineare alcune caratteristiche peculiari di una Nuova Società che non sia più dedita al profitto, ma che tenga conto delle vere esigenze degli individui.

domenica 19 aprile 2015

La rivoluzione comincia da te!


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Se è vero, come spesso ci piace affermare, che in quanto esseri umani siamo la specie più intelligente del regno animale, allora perché esistono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, l'inquinamento, la guerra, la povertà e tutte le altre distorsioni che permeano così profondamente la nostra società? 

«La colpa è dei politici che non fanno le riforme che dovrebbero fare», afferma il socialista; 

«La colpa è dei preti che indottrinano la massa al fine d'indurla a credere invece che a pensare», sostiene l'ateo anticlericale; 

«La colpa è dei capitalisti che sfruttano in modo indiscriminato le risorse comuni e gli esseri umani al sol fine del profitto», grida il marxista;

«La colpa è del sistema economico che è condannato a crescere, che induce l'iper-consumo e causa l'inquinamento ambientale», argomenta il decrescitista; 

«La colpa è della finanza che non è regolamentata e della cattiva gestione della moneta», spiega l'economista interventista keynesiano... 

Ma è realmente così che stanno le cose?

lunedì 6 aprile 2015

Lavorare meno lavorare tutti, mantenendo gli stipendi invariati.



Ovvero: come risolvere il problema della disoccupazione con due semplici mosse.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.


Se vi chiedessi di esporre la miglior soluzione possibile per risolvere l'attuale crisi occupazionale, quasi certamente mi rispondereste che bisognerebbe far crescere l'economia in modo da creare lavoro.

A quel punto i consumi ripartirebbero e il sistema economico si rimetterebbe in moto.

Bene, se la pensate in questo modo iniziate a preoccuparvi:

i mass media hanno fatto un ottimo lavoro su di voi, avete imparato in maniera ineccepibile quello che dovevate imparare, pensate esattamente ciò che dovete pensare e ripetete come un pappagallo la presunta verità utile al potere.

Vi assicuro che c'è almeno una soluzione di gran lunga migliore. Come faccio a esserne certo?

sabato 28 marzo 2015

10 argomentazioni (controvertibili) che proverebbero l'esistenza di Dio.



1) L'argomento dell'indottrinato: io sono convito che Dio esiste, quindi Dio esiste.

«Non è una strana coincidenza? Quasi tutti hanno la stessa religione dei genitori. E guarda a caso è sempre la religione giusta. Le religioni funzionano in famiglia. Se fossimo stati educati nella Grecia antica staremmo tutti ad adorare Zeus e Apollo. Se fossimo nati Vichinghi staremmo ad adorare Wotan e Thor. Come siamo giunti a questo? Attraverso l'indottrinamento dell'infanzia». Richard Dawkins

Tutti i membri di ogni professione religiosa sono intimamente convinti che la divinità in cui credono esista.

Ma perché credono esattamente nell'esistenza delle divinità della loro religione e non in quelle delle altre professioni religiose presenti, passate o che siano umanamente concepibili?

venerdì 27 marzo 2015

L'incredibile messaggio per gli esseri umani che pensano di essere liberi.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Siamo fermamente convinti di avere la libertà d'espressione, di stampa e di culto, il libero mercato, le frontiere libere, la libertà di poter scegliere il percorso di studio preferito e di cercare, o inventare, liberamente il nostro lavoro.

La parola libertà riecheggia quotidianamente nelle case dei lavoratori assopiti davanti alla Tv, insinuandosi perfino nelle menti malinformate di chi legge gli articoli scritti dai pennivendoli asserviti al potere.

Ma che strano: perché tutta questa necessità di rimarcare il concetto di libertà?

Se vivessimo realmente in condizioni di libertà che bisogno ci sarebbe di sottolinearlo continuamente?

Siamo davvero così liberi come ci dicono o forse ci stiamo soltanto illudendo di esserlo?

Per cercare di rispondere a queste domande, vorrei raccontarvi la storia di un normale essere umano che visse per tutta la vita credendo di essere libero.

Una storia che riguarda da vicino un po' tutti noi...

giovedì 26 marzo 2015

Il falso mito della crescita.


«I beni superflui rendono superflua la vita». 
                                      (Pier Paolo Pasolini)

La crescita è diventata un imperativo categorico dell'odierna politica economia. Ma è veramente ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani? 

A dispetto delle più ferme convinzioni, la crescita "tout court" rappresenta un obbligo che non è scevro da pesanti conseguenze, sia per quanto riguarda il tempo ed i nostri ritmi di vita, che per tutto ciò che concerne la sostenibilità e l'inquinamento ambientale.

Con questo piccolo saggio intendo smentire il mito della crescita, cercando di mostrare i limiti del modello economico attuale che è condannato a crescere per non fallire.

sabato 14 marzo 2015

Giubileo 2015: accorrete numerosi il pastore vi chiama!





6 Se tuo fratello, figlio di tua madre, o tuo figlio o tua figlia o tua moglie, che riposa sul tuo seno, o l'amico, che è come un altro te stesso, vorranno ingannarti in segreto, dicendo: «Andiamo, serviamo altri dèi», quelli che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuto, 7 dèi adorati dai popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani, da un'estremità all'altra della terra, 8 tu non acconsentirai, non gli darai retta; l'occhio tuo non abbia pietà per lui; non risparmiarlo, non giustificarlo; 9 anzi uccidilo senz'altro; la tua mano sia la prima a levarsi su di lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; 10 lapidalo e muoia, perché ha cercato di spingerti lontano dal Signore tuo Dio, che vi ha fatti uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. (Deuteronomio 13:6-10).

Sì, proprio così, è realmente tratto dalla Sacra Bibbia, non dal Corano, esattamente quella che i mente-cattolici (ovvero coloro che hanno una mente cattolica) non leggono, pur sostenendo, con ferma convinzione, che contenga la parola di un Dio infinitamente buono e giusto. Che assurdità!

giovedì 12 marzo 2015

Possiamo porre fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo?


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

In un suo famoso aforisma Albert Einstein affermava: «Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare». 

C'è di peggio, non solo i giusti se ne stanno a guardare, ma collaborano attivamente con i malfattori per realizzare quel disastro che abbiamo anche il coraggio di chiamare società.

mercoledì 11 marzo 2015

E' possibile raddoppiare la ricchezza del 99% della popolazione mondiale?



Viviamo in una società di diseguali, dove un'esigua minoranza d'individui vanta una ricchezza pari a quella cumulata dalla restante parte della popolazione mondiale. 

Dall'ultimo rapporto “Grandi disuguaglianze crescono” apprendiamo che la quota di ricchezza nelle mani dell'1% degli individui più abbienti del pianeta è aumentata costantemente dall'inizio della crisi ad oggi, raggiungendo il 48% del totale. 

Nulla di nuovo, come sostengo da sempre, le crisi servono esattamente a creare un popolo che ambisce alla propria schiavitù, a spostare la ricchezza esistente dai tanti che hanno poco ai pochi che hanno tanto e ad incrementare le possibilità di profitto tramite lo sfruttamento di beni comuni e di altri esseri umani; il tutto a esclusivo vantaggio d'una élite egoista e parassitaria dedita all'accumulazione di capitale.

Le proiezioni ci dicono che nel 2016 più della metà della ricchezza globale sarà concentrata nelle mani dell'1% della popolazione del mondo!

domenica 1 marzo 2015

Qual è il senso della vita?



Il filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe osserva che «ogni nuova generazione chiede: qual è il senso della vita?» ma «una via più efficace di porre la questione potrebbe essere: perché l'uomo abbisogna di un senso della vita?»

Si potrebbe rispondere con le parole di Seneca, perché «la vita, senza una meta, è vagabondaggio», trovandosi in accordo sia con il pensiero del mistico indiano Inayat Khan, che proclama «beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza», che con quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, quando afferma che «è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante».

Eppure, così facendo avremmo soltanto trovato un modo astuto per fuggire dall'interrogativo iniziale, ovvero: qual è il senso della vita? 

sabato 28 febbraio 2015

Di che colore è il vestito?


Il 25 febbraio Caitlin McNeill, una musicista folk scozzese, ha pubblicato sul proprio spazio Tumblr una foto di un vestito con la seguente didascalia:

«Ragazzi per favore aiutatemi: questo vestito è bianco e oro o blu e nero? Io e i miei amici non riusciamo a metterci d’accordo e stiamo impazzendo».

La domanda ha ricevuto moltissima attenzione, tanto che la discussione è rapidamente passata sui social network, diffondendosi a ritmi esponenziali.

Per alcuni il vestito è nero e blu mentre per altri è bianco e oro... Ma possibile che non esista un metodo oggettivo per stabilire la verità?

lunedì 16 febbraio 2015

L'intolleranza dei credenti nei confronti dell'ateismo.


Si parla tanto di libertà d'espressione e di pensiero ma purtroppo temo che oggigiorno si tratti soltanto di una mera illusione.

Da quando ho iniziato a scrivere articoli sul mio blog ho ricevuto insulti, minacce e censure a causa del mio argomentare semiserio a proposito di un essere immaginario di nome Dio e della relativa religione, quella cattolica, proprio da coloro che invocano per primi la tolleranza: i credenti.

Ci sono norme e vincoli morali che tutelano le religioni e le varie forme di culto; ci viene detto che bisogna rispettare i credenti e la loro fede, ma poi, di fatto, la più accanita forma d'intolleranza avviene nei confronti dell'ateismo, una posizione che, nella sua forma più nobile, non è altro che la logica e naturale conseguenza del libero pensiero.

Ci viene imposto di rispettare la sensibilità religiosa dei credenti, ma le assurdità dei credenti urtano la sensibilità degli atei. Perché bisognerebbe tutelare i primi e non i secondi?

La vera questione è che nell'odierna società ci sono dei gruppi di potere che diffondono delle presunte verità per perpetrare i loro fini. Smontare quelle verità, significa andare contro il potere.

E quando ciò accade, il potere cerca in ogni modo di tutelare se stesso: da qui la censura, nelle sue varie forme.

La libertà d'espressione è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, nonché dalla Costituzione italiana, ma quando a esprimersi è un ateo, tutto ciò non è più vero e scattano le censure.

venerdì 13 febbraio 2015

È nato prima l'uovo o la gallina?


Se n'erano occupati già gli antichi filosofi greci, quali Aristotele (Stagira -384, Calcide -322) e Plutarco (Cheronea +46,  Delfi +125) e se ne può ritrovare traccia anche nell'opera “Saturnalia” di Macrobio scritta nel +430:

«Ovumne prius exiterit an gallina?» ovvero, è nato prima l'uovo o la gallina?

Tutti sanno che le galline depongono le uova dalle quali nascono i pulcini che, a loro volta, diventeranno galline (o galli). 

Supponiamo quindi, per assurdo, che sia nato per prima l'uovo; siccome le galline depongono le uova, allora deve necessariamente essere esistita una gallina che ha deposto quell'uovo. Ma così facendo siamo giunti ad una contraddizione: non può essere nato prima l'uovo bensì la gallina!

Eppure, supponendo per un istante che sia effettivamente nata per prima la gallina, dal momento che quest'ultima non può far altrimenti che nascere da un uovo, ne deduciamo altrettanto immediatamente che dev'esserci stato un uovo prima della gallina. Quindi anche in questo caso siamo arrivati ad una contraddizione!

Ci troviamo difronte ad un ragionamento paradossale che può generare un regresso all'infinito, in quanto le conclusioni richiamano le premesse che, a loro volta, richiamano le conclusioni. 

Si tratta d'un classico esempio di ragionamento circolare: la gallina è nata da un uovo, ma anche l'uovo è nato da una gallina... e così via ad libitum. 

Com'è possibile risolvere il paradosso?

giovedì 29 gennaio 2015

L'ipocrisia del culto dei morti all'interno di una società che non rispetta neanche i vivi


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Ci sono due punti fissi che accomunano tutti gli esseri viventi: il primo è la nascita, che si colloca nelle prime fasi dell'esistenza, ed il secondo è la morte, posta a conclusione della parabola della vita. 

Possiamo affermare di essere polvere di stelle che ha acquisito la consapevolezza della propria esistenza per mezzo di un'azione sintropica, anche se questa stupefacente capacità durerà solamente per un lasso di tempo limitato, ovvero fin quando la ribellione al disordine che consente la vita cesserà a causa dei colpi letali sferrati dal secondo principio della termodinamica. 

Con la morte perderemo la consapevolezza della nostra esistenza tornando ed essere polvere di stelle, ma l'informazione della nostra esistenza continuerà a propagarsi, e il nostro ricordo vivrà, perlomeno fin quando altri esseri umani avranno memoria delle nostre gesta o del nostro pensiero.
  
Quando gli artisti creano opere d'arte, i pensatori scrivono libri ed i matematici dimostrano teoremi, è come se ambissero all'immortalità per mezzo del ricordo degli esseri umani che avranno modo di vivere sulla Terra.

Il concetto di morte non è soltanto una spinta creativa esercitata in virtù della conquista di un surrogato dell'immortalità terrena, ma è anche dolore e sofferenza per chi sopravvive alla perdita dei propri cari.

In ogni società si sono sviluppate forme di culto relative alle persone che non ci sono più.

Noi occidentali le immaginiamo ancora vive, in un certo senso, in una sorta di paradiso metafisico ed illusorio.

I sentimenti di affetto e amore che contraddistinguono gli esseri umani, uniti alla paura di sparire nel nulla, contribuiscono alla manifestazione di questo fenomeno sociale. 

Siamo abituati fin da piccoli a partecipare ai riti funebri organizzati dagli stregoni della Chiesa Cattolica e dedichiamo un giorno all'anno, il 2 novembre, alla commemorazione dei defunti.

Eppure ci ricordiamo veramente del valore del tempo della vita solo quando esso svanisce; riconosciamo l'importanza del rispetto della morte, ma tendiamo ad ignorare il rispetto della vita.

venerdì 16 gennaio 2015

Il terrorismo non si combatte con la forza, ma con il benessere e la cultura.



Mercoledì 7 gennaio 2015 due individui armati di kalašnikov sono riusciti ad entrare nella sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo e hanno aperto il fuoco al grido di "Allahu Akbar" ("Allah è grande / Allah è il più grande"). 

Nell'azione hanno perso la vita 12 persone, tra le quali Stéphane Charbonnier (Charb), direttore e disegnatore del Charlie Hebdo, ed il noto economista Bernard Maris, professore all'Università di Parigi nonché consigliere generale della Banque de France. 

La Francia è scossa: si tratta del più grave attentato terroristico avvenuto sul territorio nazionale dal 1961. Solidarietà e condanne non tardano ad arrivare, sia da parte del popolo, che dai principali esponenti di organizzazioni e partiti politici; a livello mondiale il grido comune è: «je suis charlie». 

Ben presto il dramma si trasforma in una ghiotta occasione per il potere: immancabilmente i mass media sfruttano l'evento per aumentare lo share, attuando tutte le strategie necessarie per ottenere il “nobile” obiettivo di formare l'opinione pubblica. 

Noti personaggi iniziano a parlare di una guerra condotta da parte dell'Islam nei confronti dell'Europa; alcuni arrivano ad affermare che si tratta dell'inizio della terza guerra mondiale. L'Islam estremista deve essere fermato prima che sia troppo tardi; le misure di sicurezza devono essere aumentate per la salvaguardia della libertà, s'intenda! 

Ma qual è la verità sull'attentato? Difficile a dirsi, i mass media da sempre diffondono la versione che fa comodo al potere, quella che in seguito diverrà la verità ufficiale, ma che raramente coincide con la realtà. Possiamo comunque effettuare alcune riflessioni.

L'economia del dono: “solo per l'amore di farlo”.

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«Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto; ma dev'essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro... e loro la fanno per altre tre persone... siamo a nove... ne aggiungo tre a ognuno... » (Trevor McKinney, presenta alla lavagna la sua idea per la società, nel film "Un sogno per domani")

Vorrei parlavi di un progetto che può essere molto efficace per passare da un mondo fatto di mercato e competizione ad una realtà di condivisione e collaborazione, una visione ben più auspicabile per il nostro futuro.

Si tratta di non vivere più l'economia in modo “passivo”, ma di essere soggetti “attivi” e partecipi. L'idea riguarda lo scambio solidale di lavoro, strumenti e spazi.

domenica 4 gennaio 2015

Il tramonto e il fenomeno dello scattering di Rayleigh.


Tramonto fotografato in Umbria, 2 gennaio 2015.

Ho avuto la fortuna di poter immortalare un tramonto spettacolare, le cui tinte riportano alla mente i capolavori di William Turner, l'artista che pose le basi per l'impressionismo.

Il fenomeno è durato pochi minuti, giusto il tempo di scattare qualche fotografia, fin quando Aton, eclissandosi all'orizzonte, ha concesso alla dea Nyx di giungere nel regno dei mortali.

Ma com'è possibile che il cielo si trasformi in un'opera d'arte degna d'essere impressa su tela dal miglior Monet? Che l'onnipotente dio dei cristiani si sia divertito a tinteggiare il cielo? No, sì tratta d'un noto fenomeno fisico, conosciuto con il nome di “scattering di Rayleigh”.