sabato 28 marzo 2015

10 argomentazioni (controvertibili) che proverebbero l'esistenza di Dio.



1) L'argomento dell'indottrinato: io sono convito che Dio esiste, quindi Dio esiste.

«Non è una strana coincidenza? Quasi tutti hanno la stessa religione dei genitori. E guarda a caso è sempre la religione giusta. Le religioni funzionano in famiglia. Se fossimo stati educati nella Grecia antica staremmo tutti ad adorare Zeus e Apollo. Se fossimo nati Vichinghi staremmo ad adorare Wotan e Thor. Come siamo giunti a questo? Attraverso l'indottrinamento dell'infanzia». Richard Dawkins

Tutti i membri di ogni professione religiosa sono intimamente convinti che la divinità in cui credono esista.

Ma perché credono esattamente nell'esistenza delle divinità della loro religione e non in quelle delle altre professioni religiose presenti, passate o che siano umanamente concepibili?

venerdì 27 marzo 2015

L'incredibile messaggio per gli esseri umani che pensano di essere liberi.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Siamo fermamente convinti di avere la libertà d'espressione, di stampa e di culto, il libero mercato, le frontiere libere, la libertà di poter scegliere il percorso di studio preferito e di cercare, o inventare, liberamente il nostro lavoro.

La parola libertà riecheggia quotidianamente nelle case dei lavoratori assopiti davanti alla Tv, insinuandosi perfino nelle menti malinformate di chi legge gli articoli scritti dai pennivendoli asserviti al potere.

Ma che strano: perché tutta questa necessità di rimarcare il concetto di libertà?

Se vivessimo realmente in condizioni di libertà che bisogno ci sarebbe di sottolinearlo continuamente?

Siamo davvero così liberi come ci dicono o forse ci stiamo soltanto illudendo di esserlo?

Per cercare di rispondere a queste domande, vorrei raccontarvi la storia di un normale essere umano che visse per tutta la vita credendo di essere libero.

Una storia che riguarda da vicino un po' tutti noi...

giovedì 26 marzo 2015

Il falso mito della crescita.


«I beni superflui rendono superflua la vita». 
                                      (Pier Paolo Pasolini)

La crescita è diventata un imperativo categorico dell'odierna politica economia. Ma è veramente ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani? 

A dispetto delle più ferme convinzioni, la crescita "tout court" rappresenta un obbligo che non è scevro da pesanti conseguenze, sia per quanto riguarda il tempo ed i nostri ritmi di vita, che per tutto ciò che concerne la sostenibilità e l'inquinamento ambientale.

Con questo piccolo saggio intendo smentire il mito della crescita, cercando di mostrare i limiti del modello economico attuale che è condannato a crescere per non fallire.

sabato 14 marzo 2015

Giubileo 2015: accorrete numerosi il pastore vi chiama!





6 Se tuo fratello, figlio di tua madre, o tuo figlio o tua figlia o tua moglie, che riposa sul tuo seno, o l'amico, che è come un altro te stesso, vorranno ingannarti in segreto, dicendo: «Andiamo, serviamo altri dèi», quelli che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuto, 7 dèi adorati dai popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani, da un'estremità all'altra della terra, 8 tu non acconsentirai, non gli darai retta; l'occhio tuo non abbia pietà per lui; non risparmiarlo, non giustificarlo; 9 anzi uccidilo senz'altro; la tua mano sia la prima a levarsi su di lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; 10 lapidalo e muoia, perché ha cercato di spingerti lontano dal Signore tuo Dio, che vi ha fatti uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. (Deuteronomio 13:6-10).

Sì, proprio così, è realmente tratto dalla Sacra Bibbia, non dal Corano, esattamente quella che i mente-cattolici (ovvero coloro che hanno una mente cattolica) non leggono, pur sostenendo, con ferma convinzione, che contenga la parola di un Dio infinitamente buono e giusto. Che assurdità!

giovedì 12 marzo 2015

Possiamo porre fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo?


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

In un suo famoso aforisma Albert Einstein affermava: «Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare». 

C'è di peggio, non solo i giusti se ne stanno a guardare, ma collaborano attivamente con i malfattori per realizzare quel disastro che abbiamo anche il coraggio di chiamare società.

mercoledì 11 marzo 2015

E' possibile raddoppiare la ricchezza del 99% della popolazione mondiale?



Viviamo in una società di diseguali, dove un'esigua minoranza d'individui vanta una ricchezza pari a quella cumulata dalla restante parte della popolazione mondiale. 

Dall'ultimo rapporto “Grandi disuguaglianze crescono” apprendiamo che la quota di ricchezza nelle mani dell'1% degli individui più abbienti del pianeta è aumentata costantemente dall'inizio della crisi ad oggi, raggiungendo il 48% del totale. 

Nulla di nuovo, come sostengo da sempre, le crisi servono esattamente a creare un popolo che ambisce alla propria schiavitù, a spostare la ricchezza esistente dai tanti che hanno poco ai pochi che hanno tanto e ad incrementare le possibilità di profitto tramite lo sfruttamento di beni comuni e di altri esseri umani; il tutto a esclusivo vantaggio d'una élite egoista e parassitaria dedita all'accumulazione di capitale.

Le proiezioni ci dicono che nel 2016 più della metà della ricchezza globale sarà concentrata nelle mani dell'1% della popolazione del mondo!

domenica 1 marzo 2015

Qual è il senso della vita?



Il filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe osserva che «ogni nuova generazione chiede: qual è il senso della vita?» ma «una via più efficace di porre la questione potrebbe essere: perché l'uomo abbisogna di un senso della vita?»

Si potrebbe rispondere con le parole di Seneca, perché «la vita, senza una meta, è vagabondaggio», trovandosi in accordo sia con il pensiero del mistico indiano Inayat Khan, che proclama «beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza», che con quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, quando afferma che «è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante».

Eppure, così facendo avremmo soltanto trovato un modo astuto per fuggire dall'interrogativo iniziale, ovvero: qual è il senso della vita?