venerdì 20 gennaio 2017

I sette ridicolamenti: dal pedo-battesimo all'estrema unzione.


Analizziamo brevemente la vita di un bambino nato da genitori cattolici: ancora in fasce, sarà pedo-battezzato indipendentemente dalla sua volontà ed entrerà (inconsapevolmente) a far parte della stessa setta di famiglia. 

Un infante non può di certo scegliere una religione, eppure da quel giorno lo chiameranno "cattolico". 

Non appena imparerà a scrivere qualche parola, i genitori obbligheranno amorevolmente il fanciulletto a frequentare la “catechesi”: un lungo periodo d'indottrinamento, durante il quale le menti duttili dei bambini vengono esposte ai dettami del culto, senza alcuna possibilità di critica.

Il tutto, sotto la guida vigile di stregoni e aiutanti vari, a loro volta rigorosamente indottrinati. 

Tale prassi influenzerà negativamente lo sviluppo psico-fisico dei fanciulli che saranno prontamente proiettati in un mondo fideistico-irrazionale. Ciò creerà l'humus necessario per far attecchire il credo.

Di cosa vi stupite? Non esiste strategia più efficace per perpetrare una religione del violentare le menti indifese dei bambini.

È così che i ragazzi vengono a contatto per la prima volta con assurdità di ogni tipo spacciate per verità assolute e incontrovertibili, in quanto di origine divina. 

Ad esempio, gli viene raccontato che Dio ha creato l'universo in un delirio di onnipotenza, esseri umani inclusi, alla faccia dell'evoluzione!

Che ogni individuo ha in sé il peccato originale per colpa di Adamo ed Eva, che scelsero di mangiare il frutto proibito (quello della conoscenza) in una simpatica scenetta che ha come protagonista un serpente parlante.

Che tutta l'umanità discende da una coppia di progenitori comuni mediante una serie d'inevitabili incesti, che sono nuovamente avvenuti, per forza di cose, anche quando Dio decise d'inondare tutto il creato con un diluvio universale, salvando solo una coppia di ogni specie, umana e non... 

Di fatto, la frequentazione della catechesi è obbligatoria, in quanto solo chi subisce l'indottrinamento acquisisce il diritto di ottenere i sacramenti che, a loro volta, per non dar dispiacere ai propri genitori indottrinati, evitare problemi sociali e mantenere le tradizioni, è  “bene” ricevere. 

Ma che cosa sono i sacramenti? 

Dei segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali viene elargita la vita divina[1].

Qualunque cosa significhi quest'ultima frase, essi sono in numero di sette. 

Il primo è quello che solitamente si riceve ancora inconsapevolmente: il pedo-battesimo, ovvero l'atto d'iniziazione al culto che apre la strada agli altri sacramenti.

Un po' d'acqua e olio santi, qualche parola magica e si entra a pieno titolo nel fan club di Dio liberati dal peccato immaginario - pardon - originario. 

Il secondo è la confessione: l'obbligo pratico di svelare a uno stregone le proprie gesta ritenute “peccaminose”; questi, divenendo una sorta di ricetrasmittente, fungerà da tramite con Dio (o almeno così si dice) come se l'Onnipotente avesse bisogno di un walkie talkie umano per comunicare con i terrestri!

Alla mente di ogni individuo dotato anche solo di un briciolo d'intelligenza, risulta evidente che la confessione non è nulla di più di un risibile stratagemma per trasformare un'estorsione d'informazioni riservate in un atto liberatorio, necessario e volontario.

Ed è oltremodo chiaro che tale pratica fosse assai utile in passato, quando il Potere non disponeva ancora degli odierni mezzi tecnologici per intercettare telefonate e trasferimenti di dati on-line.

Il terzo, la comunione, è alquanto stravagante: durante i rituali essoterici, delle ostie consacrate vengono date letteralmente in pasto ai fedeli meritevoli.

Queste poi, proprio mentre costoro le stanno assaporando, si trasformano come per incanto da comuni pezzi di pane non lievitati nella vera carne di Cristo, il figlio del loro dio. 

Tale fenomeno, noto come transustanziazione (non è uno scherzo, si chiama proprio così!) contribuisce a rendere il rito della comunione un macabro atto di cannibalismo.

E sono gli stessi stregoni a confermare tale versione dei fatti, ripetendo all'impazzata la frase:  «Il corpo di Cristo... il corpo di Cristo... il corpo di Cristo...» durante tutto il rituale della distribuzione delle ostie. 

In realtà, la comunione non è altro che un retaggio dei fenomeni redistributivi, comunemente attuati dalle antiche popolazioni, trasformatosi, nel corso del tempo, in una tragicomica ed inutile ritualità stregonica. 

Il quarto sacramento, la confermazione, è una pratica di verifica, conferma e accettazione dei dettami impartiti nel corso degli anni precedenti mediante le più disparate tecniche indottrinanti. 

In questo gran giorno, i membri della setta cattolica festeggiano tutti insieme il fatto di aver sterminato le capacità critiche e logico-razionali dei cresimandi. 

Vi è poi il quinto sacramento, quello del matrimonio, a molti tristemente noto, in cui Dio “incatena” per l'eternità due persone, sempre che non siano sufficientemente abbienti da poter ricorrere al tribunale della Sacra Rota, perché in quel caso l'indissolubile può diventare solvibile - pardon - separabile. 

Il sesto, l'unzione degli infermi, è una gran perdita di tempo nella quale si cosparge un malato con un apposito olio magico che, scientificamente parlando, presenta un'evidenza empirica notevole: non ha mai curato nessuno.

Non è un caso se tale sacramento è anche noto come “estrema unzione”, nel senso intuitivo di ultimo (e disperato) tentativo di guarigione di un moribondo, da effettuare poco prima di una dipartita ormai inevitabile.

Infine abbiamo il settimo sacramento, l'ordine sacro, la cui funzione è quella di sancire l'appartenenza alla casta degli stregoni a livello ufficiale.

Lo svolgimento di tale rituale è di grande comicità, perché il futuro stregone si getta a terra distendendosi completamente a pancia in giù e vi rimane, tra canti e preghiere, per tutto il tempo necessario affinché la magia lo trasformi in un vero presbitero della chiesa di Dio.

Al controllo degli stregoni non sfugge neanche la morte. 

A conclusione della parabola della vita, infatti, vi è il funerale: l'ennesimo rituale nel quale gli stregoni avvisano Dio dell'imminente arrivo di una nuova anima, e lo fanno in un modo assai curioso: diffondendo nei cieli un incenso puzzolente.

In questo modo la divinità, o chi per conto suo, allestisce prontamente una camera in uno dei suoi paradisiaci alberghi, o forse in quelli di Belzebù, a seconda della condotta tenuta in vita dal nuovo arrivato.

Una scelta, quella della dannazione eterna, che sarà sempre e comunque imposta ad arbitrio dal Sommo Fascista[2].

Nel mentre, i parenti dell'ignaro defunto dovranno sborsare moneta sonante per pagare il noleggio di una delle Case del Signore e per il “servizio” ricevuto, pur nella sua più totale inutilità.

Ogni fase della vita, quindi, è minuziosamente accompagnata da opportuni rituali ai quali si è tenuti a partecipare, secondo la consolidata dinamica cattolica di colpa e castigo riassumibile in un sol motto:

«Se sgarri vai all'inferno!». 

Mirco Mariucci

Fonti:

[1] Definizione tratta da: http://it.wikipedia.org/wiki/Sacramento


[2] La citazione rappresenta un tributo al matematico Paul Erdős che, negli anni Quaranta, iniziò a riferirsi a Dio con la sigla "SF", vale a dire Sommo Fascista, immaginandolo come una sorta di despota cosmico.

5 commenti:

  1. Ma quanti anni hai?
    Facevo questi discorsi al bar
    quando avevo 13 anni...

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    1. Buon segno, evidentemente lei era un giovane non-credente! Comunque sia, il pezzo è palesemente ironico e non ha alcuna pretesa...

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    2. Certo immaginare uno di 13 anni che fa questi discorsi al bar, è un'immagine che mi fa più ridere di quella di immaginare il prete che funge da walkie talkie tra Dio e il peccatore.
      Adesso però, caro il mio influencer, che hai fatto il tuo commentino critichino... vai dal tuo padroncino a prendere l'ossettino. Sei stato bravino!...
      E la prossima volta che spari grosso, dì almeno che di anni ne avevi 18...
      a 13 i ragazzi per bene non ci vanno al bar.

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  2. La religione non è razionalmente concepibile. Eppure l'uomo ha bisogno di vivere il sacro. L'anima conosce verità irrazionali, o sovrarazionali, più profonde della nostra mente. E le confesso che, purtroppo, anche se riconosco in me questo intimo bisogno di esprimere la mia religiosità naturale, nella chiesa cattolica ho trovato mille motivi per allontanarmi.Molti sacerdoti non sanno affatto il senso di ciò che dicono. Lo dicono pigramente, senza anima. Secondo me, ovviamente.

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  3. Ho letto tutto il discorso e sono d'accordo che la chiesa cattolica oltre ad inculcare alle persone un vangelo falso che inizia con un falso battesimo e finisce con una estrema unzione mentre invece il vero vangelo scritturale Biblico conduce a conoscere la vera esistenza di Dio con prove tangibili ed è proprio nel ricevere i segni tangibili descritti dalla Bibbia che convince anche gli atei che Dio esiste veramente .

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